Il decreto legislativo 12 aprile 1996 n. 197 ha recepito la direttiva comunitaria 94/80/CE che prevede l’attribuzione dell’elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali dei cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia, equiparandoli a tutti gli effetti ai cittadini italiani. Le domande di iscrizione nelle liste elettorali aggiunte, possono essere presentate in ogni tempo e comunque non oltre il quinto giorno successivo alla pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali .L' iscrizione nelle liste elettorali aggiunte, subordinata all’iscrizione anagrafica ai sensi dell’art. 9 del D.Lgs. 30/2007,  consente l'esercizio del diritto di voto per l'elezione del Sindaco e del consiglio del Comunale, l' eleggibilità a consigliere e l'eventuale nomina a componente della giunta del Comune, con esclusione della carica di Sindaco e Vicesindaco. I cittadini dell’unione inclusi nelle apposite liste aggiunte vi restano iscritti fino a quando non chiedano di essere cancellati o fino a che non siano cancellati d’ufficio.
La legge n. 483 del 3 agosto 1994 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 1994, n. 408, recante disposizioni urgenti in materia di elezioni al Parlamento europeo" consente inoltre ai cittadini  UE, di chiedere, per le  elezioni del Parlamento Europeo, di votare in Italia, nel comune in cui risiedono, per i candidati italiani anziché per i candidati del proprio paese d’origine. La domanda, presentata  al Sindaco del comune di residenza, deve pervenire entro e non oltre il novantesimo giorno anteriore alla data fissata per la consultazione. Il comune, compiuta l'istruttoria necessaria a verificare l'assenza di cause ostative secondo l'ordinamento nazionale, provvede ad  iscrivere i nominativi degli stessi nell'apposita lista aggiunta che è sottoposta al controllo ed all'approvazione della competente commissione (sottocommissione) elettorale circondariale. I cittadini dell’unione inclusi nelle apposite liste aggiunte vi restano iscritti fino a quando non chiedano di essere cancellati o fino a che non siano cancellati d’ufficio.