Un legame particolare lega il Comune di Borgo Valsugana alla città di Prato, oggi provincia, legame che risale agli anni della Grande guerra e alla figura del colonello Riccardo Nannicini.
Dopo un paio di mesi di cambi di fronte, il 24 agosto 1915 i soldati austro-ungarici si ritirano e Borgo è occupata stabilmente dagli italiani, le cui pattuglie entrano per la via Imperiale verso sera. Il Borgo rimase in mani italiane fino al maggio del 1916 e reggente militare del paese fu il colonnello Riccardo Nannicini, nel 1915 semplice tenente poi capitano e  maggiore. Egli apparteneva all’84 reggimento della Brigata Venezia, la cui sede era, in tempi di pace, Firenze.
Furono mesi terribili e di grandi sofferenze della popolazione durante i quali la borgata fu sottoposta a continui bombardamenti. Il primo maggio del 1916 il comando italiano ordinò lo sgombero, che si protrasse per alcuni giorni e il 22 maggio gli austriaci riconquistarono il paese.
Ma il colonnello Nannicini non scorderà il legame con questa terra e dopo la guerra si prodigherà in favore dei profughi, organizzando aiuti e collette in Toscana; anche per questo, negli anni venti, verrà insignito della cittadinanza onoraria di Borgo.
A ricordo di questi fatti a Borgo venne intitolata una strada alla “città di Prato” e a Prato vi è "viale Borgo Valsugana". In municipio a Borgo è conservata una cassapanca intarsiata, donata dal comune di Prato a ricordo del legame tra le due cittadine.



Armando Costa, La passione del Borgo nella guerra 1914-1918, Olle, Cassa Rurale di Olle, 1984
Luca Girotto, La lunga trincea, Novale di Valdagno (VI), Rossato, 1995
Giuseppe Smaniotto, Briciole di memoria a ottant'anni dalla guerra 1914-1918, Comune di Borgo Valsugana, 2006